SOS: salviamo la lavagna in ardesia, salveremo anche la scrittura a mano

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La lavagna in ardesia viene introdotta nelle scuole italiane nel 1956, nel corso di tutti questi anni il suo aspetto è cambiato di poco, e la sua collocazione, nella maggior parte delle aule era fissata al muro, alcune volte sul cavalletto e aveva compagni di viaggio indivisibili, come i gessetti bianchi o colorati, e il cancellino a forma di girella.

Entrando in classe la lavagna era una presenza indiscussa, paurosa per certi aspetti e per altri rassicurante.

Quando la maestra chiamava alla lavagna, per scrivere qualcosa o fare dei conti, erano quasi sempre brividi di paura, l’emozione di non riuscire a fare quanto richiesto.

C’è chi amava tenere i gessetti fra le dita e chi proprio non li sopportava, per alcuni erano un solletico per le dita.

Il gessetto che solcava la lavagna, se ben posizionato aveva un suono leggero, ma se veniva esercitata una pressione maggiore e una diversa inclinazione assumeva un suono stridente, che faceva tappare le orecchie.

Ora tutto questo avviene molto raramente, è diventato storia, poiché la scuola ha sostituito il costante utilizzo della signora Lavagna in ardesia con una più giovane lavagna con effetti speciali, la Lim: lavagna interattiva multimediale.

I bambini di oggi sopratutto alla scuola primaria, seppur chiamati alla lavagna, non provano più l’emozione di sporcarsi le dita coi gessetti e magari tirare il cancellino ai compagni durante l’intervallo, poiché questi strumenti sono stati sostituiti dai pennarelli.

I pennarelli non sporcano le dita ma non permettono al bambino di percepire a livello fisico-motorio la pressione che bisogna esercitare per tracciare il segno, una lettera o un numero, poiché il pennarello scorre su una superficie liscia che non oppone resistenza, come invece avviene con uno strumento scrittorio su un foglio di carta.

Come e perché bisogna salvare la lavagna in ardesia per salvare la scrittura a mano?

La lavagna in ardesia:

  • consente di impugnare il gesso con tre dita, opponendo quindi pollice, indice e medio nel modo corretto come l’impugnatura di una matita/penna cosa che non avviene con in pennarelli,
  • permette di attivare più sensi: il gesto visuo-grafo-motorio su una superficie orizzontale con una mano o con entrambe e “sentire” la variazione del suono del gesso che potrà essere più o meno stridente, così come la pressione che viene esercitata dalla penna sul foglio che può essere leggera o pesante,
  • la percezione fisica di far scorrere il gesso sulla lavagna per scrivere una lettera, è un movimento che il bambino interiorizza, e riesce poi a riprodurre sul suo quaderno,
  • tutti possono utilizzarla, anche i bambini più piccoli che si divertono, senza avere particolari competenze invece necessarie per la Lim,
  • è sempre utilizzabile poiché non ha bisogno di corrente ne di internet,
  • inoltre è importante per i bambini poter vederela maestra scrivere alla lavagna ma soprattutto “sentire” il gesso che scorre sulla superficie che oppone resistenza, attiva un’attenzione che non avviene con la Lim.

Quindi non eliminiamo la vecchia lavagna in ardesia ma affianchiamola alla lavagna più tecnologica, facciamo in modo che lavorino entrambe, ognuna per il ruolo più adeguato al giusto apprendimento.

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